Seduta volatile sul mercato obbligazionario con le ultime proiezioni sulle deboli prospettive economiche italiane, insieme al calo dei tassi del Bund tedesco, che hanno portato lo spread sulle montagne russe. Il differenziale è balzato in mattinata, infatti, fino a 261 punti base, prima di ritracciare gradualmente, per poi chiudere a 251,437 pb rispetto ai 248,416 della chiusura di ieri. Per quanto riguarda il Bund benchmark scambia con un tasso di finanziamento in netta discesa (-0,08%) a seguito delle parole del presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi, che ha ribadito oggi come sia ancora necessario un accomodamento significativo per assicurare il percorso di convergenza dell'inflazione verso il target e questo si riflette nelle recenti decisioni di politica monetaria. A spingere al ribasso il tasso del decennale tedesco è stata anche l'asta di oggi portata avanti dalla Germania che ha visto un ritorno in territorio negativo del rendimento decennale sul mercato primario per la prima volta dall'ottobre 2016. Il Bund trattava con un tasso negativo sul mercato secondario già dalla scorsa settimana, quando i dati molto deboli sull'attività economica dell'Eurozona avevano spinto gli investitori verso la sicurezza dei titoli di Berlino, considerati il principale bene rifugio dell'Eurozona.
Tornando all'Italia, il balzo dello spread si è innescato dopo la diffusione degli indici sulla fiducia economica italiana, in calo tra i consumatori, e dopo le stime del Centro Studi di Confindustria che hanno rivisto al ribasso le aspettative di crescita per il 2019. In conclusione, il Mef ha collocato 6 mld di euro di Bot a sei mesi, con un tasso in discesa di sei punti base e domanda per quasi 10 mld di euro.