Il coronavirus rimane il principale market mover al momento, con il sentiment degli operatori che non è cambiato neanche dopo la proposta del ministro delle Finanze tedesco. È stata, infatti, suggerita la deroga al Patto di Stabilità interno per poter permettere allo Stato di accollarsi parte dei debiti delle municipalità, in modo che esse possano spendere in misura maggiore.
Nel frattempo, il ministero del Tesoro ha collocato 7,5 miliardi di euro di BTP e CCTeu, massimo della forchetta offerta. La domanda totale è stata poco più di 10 miliardi, risultato in linea con il clima di avversione al rischio prevalente sui mercati nei confronti dell’Italia. Gli operatori sottolineano, come fattori positivi, che l’ammontare emesso non è stato ridotto e che i rendimenti sono saliti meno del previsto. Il tasso di finanziamento del decennale si attesta a 1,07%. Il differenziale con il Bund tedesco è in deciso allargamento a 162 punti base, con quest’ultimo che rende -0,55%.
Gli strategist di BofA prevedono che il -0,40% sia il centro di gravità per il Bund nel 2020, affermando come l’attuale rendimento sconti i timori degli investitori impegnati nell’ondata di acquisti di beni rifugio. Il cambio di rotta, aggiungono, avverrà quando la BCE mostrerà la sua disponibilità e capacità a reagire a nuovi rischi.
Ci si attende comunque una politica attendista da parte delle banche centrali nonostante siano consce di un rallentamento della crescita globale causa epidemia, poiché è ancora difficile quantificare la durata e la portata dell’impatto. Gli esperti sostengono che la diffusione del virus abbia già spinto i rendimenti al ribasso, perciò non si aspettano degli ulteriori tagli dalle autorità centrali nel breve.