Per l'Italia, l'avvio del 2019 sul fronte della raccolta e' stato molto positivo, soprattutto grazie all'emissione di ieri di 10 miliardi di euro di Btp a 15 anni, con una domanda molto forte che ha superato i 35 miliardi di euro. L'emissione ha pesato parecchio sullo spread Btp/Bund che chiude in forte contrazione a 253,500 punti base rispetto ai 266,300 punti della giornata di ieri, con il tasso sul decennale italiano al 2,8%. Gli esperti ritengono che il differenziale tra il decennale italiano e quello tedesco calerà ancora verso l'area intorno ai 220 punti base entro fine giugno per poi raggiungere il livello target di 200 pb alla fine del 2019. Nel frattempo, il rendimento del Bund decennale tratta ancora poco mosso allo 0,23%, non lontano dai minimi dall'anno.
Il tema caldo della giornata è stato però quello relativo alla sonora sconfitta della premier inglese, Theresa May, in Parlamento nel voto sull'accordo relativo alla Brexit. L'esito era già stato ampiamente prezzato dagli investitori che ora concentrano la propria attenzione sulla "sopravvivenza" o meno di Theresa May al voto di sfiducia di stasera e sul piano B che il primo ministro presenterà entro lunedì. Gli effetti del voto sugli asset britannici sono stati limitati, la sconfitta di Theresa May ha infatti fatto aumentare le probabilità di una Brexit meno brusca o addirittura di un annullamento del processo di uscita dall'Unione Europea. È probabile che questa relativa “stabilità” si prolunghi se il primo ministro britannico supererà indenne il voto di sfiducia di questa sera, e nonostante i mercati siano colpiti da un lungo periodo di incertezza politica, restano fiduciosi che lo scenario peggiore verrà evitato.