A 137,22 punti base lo spread Btp/Bund, che oscilla sui valori dell’ultima ottava, anche dopo la pubblicazione dei dati sull’inflazione al 2,2% ( su base annuale) e allo 0,2% in aumento (base mensile) in USA. L’inflazione core, sempre tenuta sotto controllo dalla FED ha fatto segnalare un aumento dello 0,2% su base mensile e un aumento su base annua dell’ 1,8%. Nello scorso febbraio i prezzi dell’energia hanno fatto segnalare un incremento dello 0,1%, mentre i prezzi del genere alimentare sono rimasti prettamente gli stessi.
Lo spread ha resistito secondo le aspettative nel periodo post-elettorale anche se fino ad ora non è scontato quale coalizione possa governare il Paese, è evidente che il prossimo governo dovrà agire in un ambiente ristretto dato l’alto livello di fiscalità e le promesse effettuate durante la campagna elettorale.
I vari governi che si sono succeduti dal 1992 hanno sempre provato ad intraprendere un concreto percorso riguardante la riduzione del debito, dati i parametri del Trattato di Maastricht,a parte il governo Berlusconi del 2006 in cui avvenne l’opposto.
Stamane a Roma sono state collocate le emissioni dei Btp di oltre 8,5miliardi di euro con andamento dei tassi contrastato. Per il triennale il rendimento e' sceso di 5 punti base a zero, sui sette anni si sono visti tassi in lieve aumento di 3 punti base all’1,47%, al 2,45% sul titolo a 15 anni e 2,92% sul titolo trentennale.
Sui titoli a scadenza più breve sono stati assegnati 2,5 miliardi di euro a fronte dei 3,7 miliardi richiesti,
4 miliardi per il settennale a fronte di quasi 5 miliardi richiesti. Per il 15 anni sono stati assegnati 1,28 miliardi su oltre 2 miliardi di domanda e 960 milioni per il trentennale mentre la richiesta ha superato quota 2,5 miliardi.