Seduta positiva per il mercato obbligazionario italiano con il differenziale Btp/Bund che chiude in contrazione a 258,200 punti base rispetto ai 263,100 della chiusura di ieri, nonostante l'attesa per la pubblicazione del nuovo Documento di Economia e Finanza e la decisione del Fondo Monetario Internazionale di tagliare le stime di crescita dell'economia italiana dallo 0,6% allo 0,1% per il 2019. Il tasso del Bund decennale è tornato a trattare in territorio negativo al -0,01%, mentre il rendimento del Btp a 10 anni si è attestato al 2,59%, in calo di 4 pb. Il taglio delle previsioni di espansione del Pil italiano non ha avuto alcun impatto sul mercato; le stime sono, infatti, in linea con le aspettative degli investitori e il calo della crescita era già ampiamente scontato. A incoraggiare invece gli acquisti sui titoli di stato italiani sono state le previsioni sulla riunione di domani della Banca centrale europea, in cui l'Istituto di Francoforte dovrebbe confermare l'atteggiamento cauto e accomodante degli ultimi mesi. L'attenzione degli operatori si focalizzerà principalmente sul discorso del presidente, Mario Draghi, alla ricerca di nuovi dettagli sulle operazioni di Tltro, sull'analisi costi-benefici di un sistema di tassi di deposito su più livelli e sulle misure di emergenza in caso di una Brexit senza accordo. In conclusione, i rendimenti dei titoli di stato americani trattano in ribasso, in scia alle nuove preoccupazioni sul rallentamento dell'economia globale. Ad alimentare questi timori è stata anche la minaccia da parte del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, di imporre tariffe doganali sulle importazioni di prodotti europei per un valore totale di 11 miliardi di dollari.