Secondario italiano lievemente rialzista, questo martedì, dopo l’asta a medio-lungo termine della mattinata, con cui Roma ha raccolto poco meno dell’importo massimo offerto: collocati 4 mld di euro del nuovo Btp marzo 2023 allo 0,89% (rendimento massimo da aprile), 2 mld di decennali al 2,06% e 1,711 mld di Ccteu a 7 anni allo 0,42%. Le aste sono andate bene senza nessuna particolare tensione in vista del 4 marzo. Il decennale italiano rende il 2,001%, in leggero calo dal 2,017% dell’ultima chiusura. Il corrispondente benchmark tedesco si attesta allo 0,676%, in rialzo dallo 0,652% del finale di seduta. Lo spread Btp/Bund a 10 anni tratta in contrazione a 132,26 punti base dai 136,46 di ieri: alcuni analisti consigliano di sovrappesare i titoli italiani rispetto a quelli tedeschi. Vari fattori contribuiscono a mantenere la calma sul differenziale: innanzitutto l’ottimo stato di salute dell’economia europea e, inoltre, la minaccia di un referendum antieuro che sembra essersi dissolta. La carta italiana incorpora comunque un premio per il rischio non solo nei confronti dei Bund ma anche rispetto ai bond di Spagna e Portogallo. Weidmann ha dichiarato che, se i prezzi continueranno a salire, la Bce dovrebbe terminare il QE entro l’anno, ribadendo che la politica monetaria rimarrà molto espansiva anche oltre la fine degli acquisti di asset: Francoforte non ridurrà il bilancio, continuando a reinvestire cedole e importi a scadenza. Powell nel discorso al Congresso ha mantenuto un atteggiamento in linea con quello di Yellen: ha detto che il solido outlook economico sostiene un graduale rialzo dei tassi che consentirà il ritorno dell’inflazione al 2% e il mantenimento di un forte mercato del lavoro. (riproduzione riservata)