Giornata poco mossa sul mercato obbligazionario italiano, con lo Spread che chiude in lieve contrazione a 239,81 punti base (-0,64) dopo la prima delle due aste previste tra oggi e domani.
Il Tesoro è riuscito a collocare complessivamente 10,5mrd di Bot annuali e flessibili e, più nello specifico, ha assegnato 7mrd di Bot annuali con scadenza 14/05/2021 a fronte di una richiesta di 11,936mrd, con un rendimento in calo di circa lo 0,25% rispetto al mese scorso, e 3,5mrd di Bot flessibili con scadenza 14/10/2020 a fronte di una richiesta quasi doppia, con un rendimento medio di 0,024%.
C’è attesa per l’asta di domani che si preannuncia molto consistente e che prevede una serie di emissioni a medio-lungo termine: si tratta, più nel dettaglio, di Btp a 3 anni (ammontare previsto di circa 4-4,5mrd), a 7 anni (2-2,5mrd), a 15 anni (0,75-1mrd) e a 20 anni (0,75-1mrd).
I dati di oggi evidenziano una domanda piuttosto sostenuta e fanno bene allo Spread, mentre da Roma giungono nuove perplessità legate al MES. Anche dopo le forti dichiarazioni del direttore generale Klaus Regling, secondo il quale l’Italia potrebbe risparmiare circa 7 miliardi di euro grazie ai costi contenuti del programma, l’utilizzo circoscritto alle spese mediche e la limitatezza della quantità (massimo 35-37mrd sui 180 di debito che si genererebbero in caso di crollo previsto del PIL per il 2020) non convincono a pieno il Governo italiano.
Doveroso sottolineare le misure attuate oggi dalla FED negli USA: essa, per la prima volta nella storia, andrà ad acquistare ETF sui bond societari al fine di ridurre il debito delle imprese, evidenziando così un divario tra le politiche messe in atto oltreoceano e quelle previste in Europa ad oggi più ampio che mai.