Dopo l’aumento a doppia cifra di ieri, lo spread Btp/Bund viaggia in contrazione di circa cinque punti a livello 194 bps rimanendo ben al di sotto di quota 200. La diminuzione del differenziale è motivata da una situazione positiva sul fronte obbligazionario, dove i tassi di rendimento decennali italiani hanno subito un ribasso sotto il 2,32% dopo l’esplosione di ieri. Ciononostante, in una giornata in cui l’agenda macroeconomica è molto leggera, i timori relativi ai consensi verso i partiti antieuropeisti restano la tematica più calda fra gli investitori: la pressione sui titoli governativi della zona Euro, in particolar modo francesi ed italiani, continua ad essere molto forte e la volatilità che caratterizza questo periodo durerà almeno fino alle elezioni francesi, i cui due turni sono previsti per il 23 aprile ed il 7 maggio. Nel contempo si è espresso anche il ministro dell’Economia Padoan, secondo cui la risalita dello spread è un avvertimento riguardo la necessità che il Governo italiano imperni le proprie strategie future sulla riduzione del debito pubblico. Oggi la questione greca ritorna in auge con i rendimenti dei bond governativi a 10 anni che subiscono un forte aumento dal 7,6% al 7,8%: in un rapporto odierno, l’Fmi ha indicato come l’austerity voluta dall’Eurozona nei confronti del paese ellenico abbia avuto conseguenze pesanti sull’economia greca, ora falcidiata da povertà e disoccupazione, osservando come l’obiettivo di avanzo primario del 3,5% previsto per il 2018 sia irrealistico. Tuttavia, allo stesso tempo, l’Fmi pretende un taglio del debito più sostanzioso in modo da garantire la sostenibilità del piano. Quindi la prossima data rilevante è il 20 febbraio, quando l’Eurogruppo deciderà se Atene sarà meritevole di nuovi aiuti. (riproduzione riservata)