Lo spread Btp/Bund chiude in lieve contrazione a 244,7 pb, dopo che il ministero del Tesoro ha portato a termine l’operazione di concambio annunciata ieri. Esso ha collocato un totale di 2,17 miliardi di euro di Btp al 2028 (con cedola del 2%) in cambio di titoli su cinque linee, con scadenza tra il 2020 e il 2025. L’entità del movimento registrato all’annuncio dell’operazione (+14 pb in meno di tre ore) è un importante indicatore del fatto che, nonostante il contesto favorevole ai titoli italiani a causa dei bassi rendimenti sugli altri bond sovrani, il rally è fragile e la volatilità elevata. Inoltre, rimangono le tensioni tra Roma e Bruxelles, con il premier Giuseppe Conte che ha contestato le stime dell’Ue: egli non crede che verrà aperta la procedura d’infrazione nei confronti dell’Italia, ma parla di situazione molto complicata, in quanto al nostro Paese mancano almeno 3 miliardi per il 2019, rispetto ai 7 richiesti. I tassi obbligazionari degli altri Paesi dell’Eurozona sono in marginale ripresa dopo che il Pmi composito ha raggiunto questo mese quota 52,1 (un valore sopra al 50 segnala espansione), dopo il 51,8 di maggio. Anche in Germania si registra una crescita dei servizi e un moderato recupero del manifatturiero, che rimane comunque in territorio negativo. Il rendimento del Bund decennale è risalito al -0,28%, rispetto ai minimi delle scorse sedute (-0,326%). Più consistente il miglioramento delle indagini in Francia, con i dati su manifatturiero e servizi che hanno entrambi superato le attese. In generale, questi indici Pmi compositi dell’Eurozona potrebbero fare chiarezza sulle prossime mosse della Bce in merito ai tassi d’interesse, con gli investitori che continuano ad aspettarsi un taglio del costo del denaro nel breve periodo.