Dopo il rialzo di inizio seduta, lo spread BTP/Bund è in restringimento, a 235 punti base, con il rendimento del decennale che si attesta, in diminuzione, sull’1,84%. Il mercato resta in attesa che S&P si pronunci per il rating sul debito italiano che, in questo momento, è due gradini sopra l’high yield. I prossimi giudizi si conosceranno l’8 maggio con gli interventi di Moody’s e Dbrs, senza dimenticare quello di Fitch, a luglio.
Lo scenario più probabile è che il merito italiano scenda di una tacca (BBB-), anche se gli esperti ritengono sia possibile che rimanga invariato, almeno per il momento. Aggiungono che anche un eventuale downgrade porterebbe delle conseguenze molto limitate, alla luce della recente decisione della Banca Centrale Europea di accettare anche junk bond con rating superiore al BB- come collaterale. In un contesto simile, il differenziale con il pari grado tedesco cadrebbe in un range tra 275-300 punti base.
Natixis, per esempio, crede che non ci saranno movimenti sul rating italiano, nonostante la fragilità dell’economia. La motivazione, per la banca francese, è data principalmente dal rinnovamento dei titoli in scadenza a tassi d’interesse inferiori a quelli al momento dell’emissione, a cui si riconduce il calo dei costi del debito, nonostante l’aumento del suo rapporto con il PIL. Un’ulteriore causa, aggiungono, è la brevità della recessione che, a partire dal quarto trimestre, dovrebbe essere seguita da un rimbalzo.
Nel frattempo, il Tesoro ha collocato CTZ e BTP indicizzati per un totale di 3,75 miliardi. Buona domanda per entrambi i titoli, con rapporti di copertura, rispettivamente, di 1,63 e 1,52.