La situazione di giornata porta in dote una contrazione del valore dello spread fra Btp e bund da 183,994 punti base a 180,044 dopo aver toccato anche i 177 bps grazie alla risposta del ministro dell’economia Pier Carlo Padoan alla Commissione Europea in merito alle critiche sull’andamento del debito pubblico italiano, per quanto non manchino timori sull’adeguatezza delle manovre attese. Ciò ha avuto delle conseguenze dirette sul rendimento delle obbligazioni italiane a 10 anni, per le quali si registra una netta diminuzione dal 2,315% di ieri, a quota 2,226%. In generale, il mercato obbligazionario è contraddistinto da una forte riduzione dei rendimenti a livello globale: il decennale dei treasury bond rende il 2,439%, in contrazione rispetto al 2,474% del giorno precedente mentre il tasso relativo al bund tedesco a 10 anni subisce un forte calo dallo 0,469% di apertura allo 0,421% attuale. Le motivazioni degli abbassamenti generalizzati dei rendimenti si correlano sia alla decisione del FOMC di mantenere i tassi ai livelli precedenti che alle indicazioni date dal Governatore della Bank of England Carney e dal presidente della BCE Draghi. Infatti per oggi era atteso l’annuncio della BoE in merito al tasso d’interesse, che rimane invariato al minimo storico (0,25%), nonostante previsioni positive per il Pil, in aumento dall’1,4% al 2%. Nel contempo Mario Draghi ha affermato che i tassi nell’Eurozona resteranno ai livelli attuali per lungo tempo, aggiungendo che il quantitative easing continuerà almeno fino a dicembre 2017, nonostante un aumento dell’inflazione a quota 1,8%. Infatti, al netto di alimentari ed energia, tale valore si abbassa allo 0,9%, non abbastanza convincente per identificare una tendenza al rialzo tale da porre fine al qe. (riproduzione riservata)