Nella giornata odierna, gli spread dell’Eurozona trattano in ribasso (fra gli altri, differenziale Btp/bund in calo di 4,3 bps a 189,5), grazie alle buone previsioni d’inverno da parte della Commissione europea. Infatti, secondo le stime, il Pil dell’Eurozona sarà in espansione dell’1,6% nel 2017 e dell’1,8% nel 2018, in rialzo rispetto alle ipotesi dello scorso autunno, grazie alle perfomance positive degli ultimi mesi. La Commissione osserva che per la prima volta nell’ultimo decennio il Pil di tutti i paesi dell’Ue è in crescita, aggiungendo che il quadro è reso ancora migliore dall’incremento dell’occupazione e dal leggero aumento dell’inflazione. Per quanto riguarda l’Italia, si sono registrati la conferma del dato sull’espansione del Pil nel 2017 (+0,9%) e il rialzo nel 2018 (+1,1%). L’ottimismo porta ad un ritocco verso il basso dei rendimenti sui titoli governativi, ad eccezione del Bund a 10 anni, con il tasso del Btp decennale che scende al 2,231% dal 2,262% di venerdì. Quest’ultimo dato è sospinto anche dalle parole al miele del Commissario europeo agli affari economici Moscovici, il quale ha smentito che l’Ue abbia posto un ultimatum all’Italia, con cui invece è in atto un “dialogo costruttivo” in attesa dei provvedimenti necessari. Nel contempo, i rendimenti dei T-bond decennali trattano al 2,445%, in crescita dal 2,409% dei venerdì: l’annuncio sul taglio alle tasse atteso per la fine del mese ha indotto gli investitori a credere ad una reflazione molto forte che potrebbe portare la Fed a propendere per un rialzo dei tassi maggiore rispetto a quello atteso, grazie sia alla piena occupazione che al target sull’inflazione ormai centrato. Ora l’attesa si focalizza sull’audizione del presidente della Fed Yellen al Congresso prevista per domani. (riproduzione riservata)