Spread BTP/Bund in netta diminuzione a 220 punti base, sospinto dalla decisione di S&P di mantenere invariato il rating sul debito pubblico italiano, attualmente BBB con outlook negativo. Il rendimento del decennale, in questo momento, si attesta sull’1,76%. Goldman Sachs stima le cifre riguardanti il deficit di quest’anno attorno all’11%, mentre il debito crescerà fino a raggiungere il 163% del PIL. L’investment bank statunitense ritiene si proseguirà con questo genere di numeri fino alla fine del 2022.
La Banca centrale del Giappone, nel frattempo, ha annunciato un Quantitative Easing illimitato di titoli di Stato, rimuovendo così la soglia precedente, che ammontava a 80 mila miliardi di yen all’anno. Il programma è stato potenziato in modo da aumentare anche le misure dedicate ai bond societari, per un totale di 20 mila miliardi di yen.
Il mercato resta in attesa di nuove mosse sia dalla Banca Centrale Europea che dalla Federal Reserve. Gli analisti credono che la BCE andrà ad accrescere il suo pacchetto di acquisti di obbligazioni di emergenza, fino ad arrivare ad un totale di 1250 miliardi, in cui incorporerà il debito delle cosiddette “fallen angels”, cioè quelle società che hanno subito il downgrade del rating a junk, per via della pandemia.
La divisione dedicata alla gestione del risparmio di JP Morgan sostiene sia ancora troppo presto per aumentare l’esposizione al rischio, nonostante gli interventi degli istituti centrali abbiano calmato le acque. I differenziali degli high yield globali restano su livelli troppo elevati, mentre considerano i titoli investment grade un porto sicuro, dato il recupero di gran parte dell’allargamento delle scorse settimane.