Questo venerdì segna un mercato obbligazionario senza troppo entusiasmo, lo spread tra i Btp e i Bund decennali scambia poco mosso a 185,096 punti base rispetto ai 186 di chiusura di ieri sera.
Anche lo spread tra Oat francesi e i Bund tedeschi sul tratto a dieci anni rimane stabile a 45 punti base. Il tasso decennale italiano è sceso a 2.255% da 2.290% e il Tesoro ha annunciato che la cedola minima reale garantita del nuovo Btp Italia è pari a 0,45%. Gli acquisti si concentrano sul breve periodo mentre sono contenuti nel lungo. Restando nell’Eurozona, i dati macro tedeschi sono positivi, la Germania presenta un PIL in crescita dello 0,6% a livello trimestrale come previsto dal consensus del mercato e in accelerazione rispetto all’ultimo trimestre del 2016 (0,4%). Continuano quindi a delinearsi i presupposti per una graduale rimozione del Quantitative easing promosso dal presidente della Bce, anche se Mario Draghi sottolinea che il target inflazione non è ancora stato raggiunto e pertanto sembra più idoneo mantenere l’attuale polita ultra-espansiva che consente di contenere i rischi. L’obbligazionario statunitense invece è trasportato dagli ultimi dati macroeconomici relativi all’indice dei prezzi al consumo e alle vendite al dettaglio. I valori non si discostano molto da quelli precedenti ( il primo pari a 0,1% contro il -0,1% precedente mentre il secondo rimasto al livello di 0,3%) e deludono le aspettative degli analisti, ciò fa consolidare il sentiment del mercato verso il perseguimento nel ciclo di strette portate avanti dalla Federal Reserve che probabilmente provvederà a un rialzo del costo del denaro nella riunione di giugno del Fomc. Questo muove il tasso dei decennali Usa che scende a 2,35% rispetto al 2,38% di apertura e al 2,41% di mercoledì. (riproduzione riservata)