Lo spread Btp/Bund tratta in rialzo a 185,073 bps con massimo intraday a 188,711, in netto rialzo rispetto a quota 180,898 della chiusura precedente. Il rendimento dei titoli di stato mondiali è in crescita in tutto il mondo, con i Treasuries a 10 anni che rendono ora il 2,386% (+ 7 bps), mentre gli equivalenti Btp italiani sono in rialzo di ben 12 punti base, al 2,144%. L’avversione al rischio è presente su gran parte dei titoli periferici, con i fondi ad alta duration che ricorrono ai selloff in seguito ai timori sull’esito e sulle conseguenze del referendum italiano del prossimo quattro dicembre. Negativo ancora una volta l’andamento del comparto bancario italiano, poiché si teme che una probabile vittoria del “NO” possa ritardare il processo di ristrutturazione di alcuni istituti in difficoltà. E’ però quasi certo che la crisi dello spread del 2011 non avrà più modo di verificarsi in quanto la BCE, con l’Omt, ha posto in essere uno scudo anti-spread attivabile in caso di necessità. Qualora si verificassero delle turbolenze tra i rendimenti dei vari titoli di stato europei, l’istituto di Francoforte sarebbe infatti pronto a intervenire attraverso operazioni mirate a ristabilire l’equilibrio e l’operatività degli stati. Per quanto riguarda l’Italia, è chiaro però che un esito negativo della riforma costituzionale potrebbe avere delle conseguenze rilevanti sulla stabilità del Paese e la crisi politica che ne potrebbe scaturire renderebbe necessaria la formazione di un ulteriore governo tecnico, prima di giungere a nuove elezioni. La vera preoccupazione dei mercati è rappresentata maggiormente dalla debolezza del sistema bancario italiano, con la presenza dei NPL che mina da ormai troppo tempo la crescita. (riproduzione riservata)