Lo spread Btp/Bund tratta poco mosso a 178,772 bps rispetto ai 180,829 della chiusura dello scorso venerdì. Rendimenti del Btp a 10 anni in leggero calo (-0,48%, a 2,075). La situazione sembra stabilizzarsi in attesa di scontare l’esito del referendum del prossimo quattro dicembre. Da settembre ad oggi il rendimento del decennale italiano è salito di circa 90 bps, in maniera nettamente più marcata rispetto all’equivalente Bund tedesco, ampliando in tal modo la forbice dello spread. La probabile vittoria del “NO” nei recenti sondaggi ha affondato il comparto bancario durante la scorsa settimana, alimentando il selloff e la speculazione. All’interno dell’eurozona il referendum italiano è soltanto il primo dei rischi politici che dovranno essere prezzati: l'allargamento dello spread Francia-Germania riflette infatti i timori di una possibile vittoria del fronte nazionale guidato da Marine Le Pen durante le prossime presidenziali. Nel frattempo, il ministro delle finanze tedesco, Wolfgang Schaeuble, ha espresso il proprio desiderio di porre un freno alle manovre espansive attuate negli ultimi anni da parte della BCE, responsabili di non aver incoraggiato gli Stati a sostenere la crescita attuando il giusto programma di riforme. Infine, il presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi, ha presentato in serata il consueto rapporto annuale dell'Istituto di Francoforte al Parlamento Europeo. Le tematiche che sono emerse sono sostanzialmente due: la debolezza del settore bancario che mina la crescita economica, nel quale pesano troppo la scarsa redditività e la presenza dei crediti deteriorati, e la necessità per i Paesi di intraprendere l’auspicato processo di riforme. (riproduzione riservata).