Torna a crescere l’avversione al rischio degli investitori in una seduta caratterizzata dalla pubblicazione di dati macroeconomici che hanno fatto di nuovo riecheggiare i timori di un rallentamento economico globale. Lo spread Btp/Bund ha chiuso in allargamento a 268,127 punti base con gli investitori che si sono rifugiati nel decennale tedesco, affossandone il rendimento allo 0,10%, vicino ai minimi del 2016.
Il dato che ha generato maggiore preoccupazione è quello relativo alle vendite al dettaglio negli Usa a dicembre, diminuite dell'1,2% su base mensile, in deciso peggioramento rispetto al consenso degli economisti, che prevedeva un incremento dello 0,2%. Si tratta del più forte calo su base mensile dalla recessione; i numeri, infatti, hanno mostrato una riduzione della spesa da parte dei consumatori per quasi tutte le principali categorie di consumo.
Oltre ai segnali negativi arrivati d’oltreoceano, a peggiorare il sentiment del mercato sono stati i dati macro relativi alla Germania che ha archiviato l'ultimo trimestre 2018 con una crescita invariata rispetto ai tre mesi precedenti, evitando per un soffio la recessione tecnica dopo il calo dello 0,2% segnato nel terzo trimestre. Il risultato, comunicato oggi dall'Ufficio federale di statistica di Wiesbaden, è inferiore alle attese degli economisti che puntavano su un dato di fine anno in leggera espansione a +0,1%. Il Pil tedesco sale quindi nel 2018 dell'1,4%, rispetto alle stime degli analisti che prevedevano una crescita del +1,5%.
Per quanto riguarda l’Italia infine, l’agenzia di rating Moody's ha previsto di tagliare le stime di crescita del Pil per il 2019 a un valore compreso tra lo 0 e lo 0,5%, rispetto all’1,3% stimato in precedenza a novembre.