Giornata abbastanza mossa sul mercato obbligazionario, con lo Spread che chiude in contrazione a 245,31 punti (-2,39) dopo che stamattina era salito sopra i 251.
A tenere banco ancora una volta sono state le questioni riguardanti lo scontro tra Corte costituzionale tedesca e BCE: il vicepresidente di quest’ultima, Luis de Guindos, si è espresso stamani evidenziando come tutte le azioni intraprese siano state in linea con la Corte di giustizia europea e rispettino sia la stabilità dei prezzi sia l’indipendenza sancite nel trattato.
Queste rassicurazioni, secondo molti analisti, escludono la possibilità concreta che la Bundesbank possa cessare i propri acquisti, anche se tale conflitto potrà rallentarne l’efficacia e impedirne la tempestività.
Notizie negative anche da Bruxelles in materia di Recovery Fund, come era prevedibile; le distanze tra i Paesi del Nord Europa e quelli del Sud sembrano ad oggi incolmabili.
L’attenzione del mercato si sposta ora a domani sera, quando le agenzie Moody’s e Dbrs si esprimeranno sull’affidabilità dell’Italia, ad un solo livello sopra il grado “junk” dopo il downgrade di Fitch della scorsa settimana. Sebbene sia lecito non aspettarsi ulteriori sorprese, il contesto generale non è dei più rassicuranti: qualora il giudizio dovesse essere infatti negativo si teme che i fondi Hedge privati esteri che detengono una gran parte del debito italiano possano iniziare a liquidare molto rapidamente le proprie posizioni, causando un allargamento dello Spread che potrebbe a sua volta essere attenuato solo da azioni di supporto da parte della BCE, sicuramente favorevole ma messa in questo momento in forte difficoltà dalla Corte tedesca.