Giornata negativa per il mercato obbligazionario che vede lo spread Btp/Bund in lieve espansione a 307,121 punti base. Il rendimento sul Btp decennale è del 3,59%, mentre quello del Bund con scadenza a 10 anni è a quota 0,50%.
Gli strategist di Societe Generale sostengono che il livello del differenziale, compreso tra 290 e 310 pb, non è stabile, infatti consigliano agli investitori di coprirsi con strategie hedge. Gli esperti credono che si possano determinare delle difficoltà nei collocamenti obbligazionari, se i problemi non vengono risolti. In alternativa il mercato potrebbe arrendersi davanti “all’elevato costo delle posizioni ribassiste sui Btp, riportando gli acquisti sul debito italiano”.
Nelle prossime settimane si potrebbe avvertire un ulteriore allargamento dello spread, determinato da due principali rischi: il taglio del rating da parte dell’agenzia Moody’s con un outlook negativo e le tensioni tra il Governo italiano e la Commissione Europea. Il primo problema determinerebbe un’accelerazione delle vendite di Btp da parte dei fondi. Al contrario un taglio del rating ma con un outlook stabile non dovrebbe portare ad una reazione consistente da parte del mercato. Invece per quanto riguarda il secondo punto, gli strategist di Unicredit sostengono che “se le trattative con la Commissione Europea assumessero toni più costruttivi, potrebbe verificarsi una contrazione degli spread".
Inoltre, Mario Draghi ha puntualizzato che i Paesi dell’Eurozona ad alto debito debbano rigorosamente attenersi alle regole del Patto di Stabilità e Crescita per la salvaguardia di solide posizioni di bilancio. Infine ha sottolineato anche la necessità di implementare ulteriori riforme strutturali.