Lo spread Btp/Bund è poco mosso, a 159,670, dopo la prima asta di medio-lungo termine del 2020, in cui il Mef ha collocato un totale di 6,75 miliardi di euro di Btp su tre linee, massimo della forchetta offerta. Nel frattempo, il tasso del Bund decennale è rimasto stabile a -0,16%. I rendimenti in asta sono scesi per quanto riguarda la scadenza più breve, al 2023, e saliti sui titolo al 2027, di 3 punti base e su quello al 2040, di 36 punti base, rispetto ai collocamenti dello scorso autunno. La domanda complessiva è stata di quasi 10 miliardi di euro, con un rialzo dei tassi sulle scadenze lunghe a causa della maggiore propensione al rischio. La debolezza della domanda, secondo gli esperti, è dovuta al gran numero di nuovi collocamenti obbligazionari nell’Eurozona, anche via sindacato. A livello di collocamenti sindacati, la Spagna ha effettuato un'emissione di Bonos 2030, che ha suscitato una domanda superiore a 53 miliardi di euro, un record per l'Eurozona, con un prezzo fissato a 32 punti base sopra il mid-swap. Il Tesoro di Madrid ha fissato la taglia dell'emissione a 10 miliardi di euro.
Secondo le previsioni, l’eventuale approvazione delle misure annunciate dal nuovo governo Sanchez potrebbe causare un rallentamento dell’economia spagnola nel 2020, con un aumento del deficit di bilancio stimato attorno allo 2,4% del Pil. L'esecutivo di coalizione PSoE-Podemos ha proposto, infatti, dei piani come la cancellazione delle riforme del mercato del lavoro, un aumento delle imposte, un aumento del salario minimo e pensioni indicizzate all'inflazione.
Tornando all'Italia, gli operatori attendono le elezioni regionali in Emilia Romagna per poter valutare meglio lo stato di salute e la stabilità del Governo PD-M5S.