La seduta di oggi sul mercato obbligazionario è stata caratterizzata dal collocamento via sindacato, da parte del Tesoro italiano, di titoli di Stato a 30 anni con un rendimento del 3,91%. L'annuncio del collocamento è stato una sorpresa, dato che il Mef ha emesso un titolo a 15 anni solo due settimane fa. Tuttavia, la decisione indica la volontà del Ministero di approfittare dell'attuale contesto favorevole per proseguire nel suo progetto di allungamento della durata media del debito.
La domanda si è attestata ad oltre 41 miliardi di euro e ha rappresentato un nuovo record per il Bel Paese.
Nel frattempo lo spread Btp/Bund ha chiuso in lieve allargamento a 264,150 punti base rispetto ai 259,927 pb della chiusura di ieri. Le quotazioni odierne dei Btp, e quindi del differenziale, sono state molto altalenanti: da un lato ci sono state le notizie positive provenienti dalla domanda record registrata dal collocamento del Btp al 2049; dall'altro le notizie sulle stime per la crescita 2019 dell'Italia, che l'Ufficio Parlamentare di Bilancio ha rivisto allo 0,4%, mantengono accesi i timori degli investitori sulla sostenibilità a lungo termine del debito italiano e aumentano la probabilità di una manovra correttiva in autunno. Viste le previsioni ancora molto incerte sull’economia italiana nel breve termine, gli analisti suggeriscono, come tattica difensiva, di posizionarsi sulla parte a lunghissima scadenza della curva dei rendimenti, ritenuti più stabili.
Infatti, concluso quest’ultimo collocamento, la pressione delle nuove offerte sulla parte a lunga scadenza della curva italiana sarà molto ridotta.