Dopo aver aperto in contrazione, lo spread Btp/Bund è risalito e chiude poco mosso a 260,349 punti base. Il rendimento del Bund decennale, in rialzo di 2 pb, torna a trattare intorno alla parità mentre sui bond italiani l'effetto positivo della decisione di Standard & Poor's di non tagliare il rating del Bel Paese è stato compensato dalle imminenti aste di Btp, con il Mef che collocherà domani un massimo di 6,5 mld di euro di titoli, e dai dubbi che restano sulle prospettive future del merito creditizio italiano. Mantenendo invariato il rating dell’Italia a 'BBB' con outlook negativo, S&P ha preso tempo, in attesa di valutare durata e intensità dell'attuale rallentamento economico di Roma, l’esito delle elezioni europee e il nuovo round di negoziazioni con la Commissione Europea sul budget per il 2020. S&P ha espresso poi preoccupazione riguardo il potenziale impatto negativo delle misure, approvate dall'esecutivo, al fine di facilitare il pensionamento anticipato e fornire un reddito minimo piuttosto generoso.
Nonostante il superamento di questo test possa far tirare un sospiro di sollievo agli investitori in Btp, le prospettive per l'economia, e per il debito sovrano, rimangono complesse. Con un rapporto debito/Pil già elevato e che con molta probabilità tornerà a salire, l'Italia sarà sempre più sensibile ai cicli di mercato e il premio al rischio sugli asset di Roma salirà al primo segno di un rallentamento dell'economia o di un incremento della volatilità sui mercati. Guardando infine al resto della periferia dell'Eurozona, i Bonos spagnoli registrano un calo dei rendimenti di 4 punti base all'1,015%, con il mercato che non sembra trovare elementi di preoccupazione nell'esito delle elezioni parlamentari spagnole.