La seduta di oggi è stata caratterizzata da un sentiment del mercato complessivamente cauto a causa dei troppi fattori di incertezza pendenti sull’economia globale. Buone notizie arrivano invece per il mercato obbligazionario italiano grazie alla stabilità dello spread Btp/Bund (254,035 punti base) che dimostra il buon risultato ottenuto dall’emissioni di titoli di stato da inizio anno a oggi.
Dopo il collocamento via sindacato di martedì, il Tesoro ha raccolto dal primo gennaio 25,6 mld di euro, con un costo medio di finanziamento del 2,45%. Data l'assenza di rimborsi, si tratta di raccolta netta e rappresenta già il 50% del fabbisogno di emissioni nette per il 2019. Analizzando nello specifico l’emissione del Btp a 15 anni, si sono osservate richieste da oltre 320 diversi investitori, per un totale di 35 mld euro. Circa i due terzi delle emissioni finali sono andate a investitori di medio-lungo termine (55% asset manager e 10% gruppi assicurativi), il che dovrebbe promettere bene per la performance sul mercato secondario, mentre a livello geografico, solo un terzo dei collocamenti e' andato a investitori domestici.
La facilità con cui il mercato sta digerendo le recenti emissioni dimostra che il quadro tecnico e' al momento assai robusto per la carta italiana ma lo spread, per scendere stabilmente sotto i 250 pb, avrà bisogno di un miglioramento sostanziale dell'outlook di crescita.
In conclusione, i dati osservati sulla forte domanda dovrebbero essere presi con cautela, visto che alcuni investitori potrebbero aver giocato d'anticipo sul vecchio titolo a 15 anni in scadenza nel febbraio 2019 e i primi mesi dell'anno sono tipicamente favorevoli ai collocamenti.