Chiusura di settimana positiva per il mercato obbligazionario, dopo la giornata di ieri caratterizzata da forte incertezza sulla Brexit che ha portato la discesa dei tassi sui Bund. Oggi lo spread Btp/Bund è in lieve contrazione a 311,309 punti base. I rendimenti dei titoli core dell’Eurozona sono in leggero rialzo, grazie alla minore propensione al rischio verso gli asset giudicati sicuri. Il rendimento del Bund a 10 anni tratta allo 0,37%, mentre quello del Btp decennale scende a 3,50%. Gli investitori rimangono prudenti sulle prospettive dell’Italia e James Sym, Fund Manager Equities di Schroders, vede un’alta probabilità di una crisi in Europa per via dell’Italia nel lungo periodo.
Sul fronte italiano, sono usciti i dati Istat sull'inflazione che hanno mostrato un'accelerazione all'1,6% a ottobre, confermando la stima preliminare. La ragione di questa leggera ripresa si deve principalmente all'impennata dei prezzi dei beni energetici regolamentati (da +5,6% di settembre a +10,7%) e all'accelerazione dei prezzi dei servizi vari (da +0,5% a +2,3%), in parte mitigate dal rallentamento dei prezzi dei beni alimentari non lavorati (che passano da +2,4% a +0,8%) e dei servizi relativi ai trasporti (da +2,5% a +1,8%). Oggi l’attenzione è posta sull’emissione di Btp Italia che prevede una cedola minima garantita all’1,45%, come comunicato dal Tesoro. Secondo Chiara Cremonesi, fixed income strategist di Unicredit, ritiene che la nuova emissione "dovrebbe concludersi con un collocamento complessivo tra 5 e 8 miliardi di euro, ma i rischi sono orientati più verso l'area bassa del range rispetto a quella alta". L’esperta si aspetta che la domanda domestica sia maggiore del solito, in particolare dalla componente retail.