Nella seduta di oggi i rendimenti dei titoli di Stato dell'Eurozona sono saliti in seguito alle parole del membro della Banca centrale europea, Benoit Coeurè, il quale ha dichiarato di non vedere la necessità, per il momento, di un sistema di tassi sui depositi su più livelli. Secondo il banchiere, infatti, gli istituti che beneficerebbero maggiormente da tale sistema sarebbero quelli francesi e tedeschi, che attualmente non hanno problemi nell'effettuare prestiti all'economia. Anche riguardo ai criteri della Tltro, Coeurè, è risultato molto freddo causando una forte pressione sulla carta italiana, col rendimento del Btp decennale in salita di otto pb al 2,69%. Chiude quindi in forte allargamento lo spread Btp/Bund a 266,038 punti base rispetto ai 258,938 pb della chiusura di giovedì scorso. Il differenziale è stato inoltre appesantito dagli scontri tra Lega e M5S nel giorno del Consiglio dei ministri, che dovrebbe varare il decreto crescita, e dalle critiche di Moody's e dell’Ocse a Quota 100. Brutti segnali arrivano anche sul fronte macro: in Italia, infatti, il debito/Pil si è attestato in aumento al 132,3%, risultando come il secondo più elevato dell'Ue dopo quello della Grecia (181,1%). In conclusione, gli investitori restano in attesa del pronunciamento di S&P sul rating italiano, previsto per la giornata di venerdì. Sarà la quarta agenzia di rating a esprimersi dopo Dbrs, Fitch e Moody's che hanno lasciato invariato il proprio giudizio sull'Italia rispettivamente a BBB (high) con un outlook stabile, BBB con un outlook negativo e Baa3 con un outlook stabile. S&P ha attualmente un rating BBB, due gradini sopra il livello non investment grade, e ha tagliato l'outlook da stabile a negativo a ottobre 2018.