Continuano le preoccupazioni degli investitori sul rallentamento economico dell’Eurozona. L’ennesimo segnale di debolezza per la crescita è arrivato dalla diffusione dei dati negativi sul fatturato e sugli ordini all'industria in Italia a dicembre 2018. Il fatturato è crollato del 7,3% su base annua segnando il minimo dal novembre del 2009 mentre l'indice grezzo degli ordinativi ha segnato una diminuzione tendenziale del 5,3%. Lo spread Btp/Bund ha quindi chiuso la seduta in lieve allargamento a 265,841 punti base con il tasso di rendimento decennale dei Btp che s’è mosso in rialzo. Al contempo il Bund si è mantenuto stabile nei pressi dei minimi recenti dopo che la pubblicazione dell'indice Zew non ha fatto nulla per allontanare i timori sul rallentamento economico degli Stati europei. La stabilizzazione dell'indice Zew tedesco sulle aspettative economiche è una notizia positiva solo fino a un certo punto visto che continua a indicare un certo pessimismo da parte degli economisti e analisti consultati.
Per quanto riguarda invece la politica italiana, il voto del M5S, che ha bocciato la proposta di processo per il vicepresidente del Consiglio, Matteo Salvini, in relazione al caso Diciotti, non ha influito particolarmente sul mercato. L'esito del voto online di ieri ha rimosso il rischio concreto di una crisi di Governo, tuttavia ha confermato l'emergere di alcune divisioni all'interno del M5S e l'aumentare del malcontento tra i membri del partito. Questo serve come promemoria per gli investitori, l'incertezza politica potrebbe, infatti, riemergere presto nel Bel Paese e, sommata alla debole crescita economica e all'ingente debito pubblico, potrebbe portare a un ulteriore e pericoloso allargamento dello spread.