Nonostante il clima più disteso tra Roma e Bruxelles, il focus della seduta odierna resta sul debito pubblico italiano con lo spread Btp/Bund che tratta in lieve allargamento a 268,308 punti base rispetto ai 267,403 pb della chiusura di venerdì scorso.
Dopo il deciso calo a quota 250 punti base dello spread avvenuto nel mese di dicembre grazie all’accordo trovato tra Roma e Bruxelles sulla Legge di Bilancio italiana, si è verificato negli ultimi giorni il ritorno in area 270 pb.
Questo è stato causato dal timore che i mercati e le agenzie di rating possano esprimere un giudizio molto severo sulla sostenibilità del tasso di debito dello Stato italiano, qualora il Paese dovesse entrare in una fase di forte rallentamento economico.
Il picco dello spread dei Btp italiani a 10 anni potrebbe essere un ricordo grazie all'allentamento delle tensioni tra Roma e Bruxelles, ma è ancora presto per dare per scontata un'inversione di rotta del differenziale vista l'abbondante offerta di Btp e di titoli di Stato dell'Eurozona nel primo trimestre dell'anno.
Tale consistente offerta di bond sarà un test importante sia per l'Italia che per l'Europa ed è consigliabile quindi mantenere, fino ad allora, un atteggiamento cauto sull'obbligazionario italiano.
Nel frattempo il rendimento del Bund decennale e' risalito dai minimi della scorsa settimana (0,15% ) e chiude la seduta in rialzo di 1 punto base allo 0,21%. Dietro al movimento al rialzo dei rendimenti dell'obbligazionario tedesco, oltre al leggero miglioramento del sentiment del mercato e il conseguente aumento della propensione al rischio degli investitori, c'e' anche il significativo ammontare di emissioni nell'Eurozona di questa settimana, pari a circa 30 miliardi di euro.