Nella seduta di oggi abbiamo assistito a un miglioramento della propensione al rischio grazie agli sviluppi positivi nei colloqui commerciali tra Cina e Usa. Gli investitori hanno preferito ai beni rifugio, quali il bund tedesco, gli asset più rischiosi premiando quindi il mercato azionario e i titoli di stato italiani. Non viene interrotto quindi il trend positivo per la carta italiana, con lo spread Btp/Bund che chiude in forte contrazione a 244,705 pb rispetto ai 254,035 pb di ieri, toccando i minimi da settembre. A influire sulla discesa dello spread è stato anche il via libera del Governo ai decreti sul reddito di cittadinanza e su quota 100. Tali approvazioni, nonostante non riguardino politiche gradite al mercato, rimuovono un'altra componente di incertezza che pesava sull’obbligazionario italiano. Nelle ultime due settimane, infatti, l'approvazione dei decreti si era trascinata, aprendo la strada a qualche timore su colpi di coda nei dettagli delle misure. Entrambe le manovre verranno lanciate ad aprile e le risorse allocate per quest'anno sono attese tra 4-5 miliardi di euro (0,2%-0,3% del Pil) ciascuna. Ora che la legge di Bilancio, e tutte le sue misure, sono nero su bianco, il trend dei Btp fino alla primavera sarà guidato principalmente dai dati sulla crescita economica italiana, europea e mondiale. Se si materializzerà un rimbalzo, i Btp ne beneficeranno, mentre nuovi dati negativi riporteranno alle vendite, dato che il debito italiano ha bisogno di crescita per essere sostenibile. Un altro elemento che potrebbe portare pressione sui titoli italiani sono eventuali crepe nella maggioranza di governo, anche se la maggior parte degli osservatori non lo ritiene probabile prima delle elezioni europee.