Seduta positiva per il mercato obbligazionario italiano all'indomani della riunione della Bce che ha mantenuto il suo atteggiamento accomodante, alimentando le speculazioni degli investitori su nuove misure di allentamento monetario. Il rendimento del Btp a 10 anni tratta in discesa di 5 pb al 2,51%, mentre quello del Bund decennale si mantiene in territorio negativo al -0,01%, in rialzo di 2 pb. In contrazione quindi lo spread Btp/Bund che chiude a 251,700 pb rispetto ai 258,200 pb della chiusura di ieri.
Nella mattinata di oggi l'attenzione degli operatori è rimasta focalizzata sui collocamenti effettuati dal Tesoro italiano sul mercato primario. Il Mef ha emesso 7,75 mld di euro di Btp al 2022, 2026 e 2035, registrando tassi per lo più invariati e una solida domanda, arrivata a oltre 11 mld, nonostante le notizie preoccupanti degli ultimi giorni riguardo le prospettive di crescita e di deficit. La politica monetaria accomodante della Bce continua, infatti, a fare da scudo nei confronti dei titoli italiani, che altrimenti sarebbero oggetto di forti pressioni visto l'evidente caos nella gestione dei conti pubblici. L'incertezza legata alle politiche di bilancio del governo italiano è ben rappresentata dallo spread con il bond decennale spagnolo, anch'esso appartenente all'area periferica dell'Eurozona, che supera i 130 pb, nonostante Madrid si avvii a elezioni anticipate. In conclusione, i verbali dell'ultimo incontro del Fomc, pubblicati ieri sera, hanno evidenziato come un rialzo dei tassi d'interesse negli Usa sia sempre meno probabile nel breve periodo a causa del possibile impatto del rallentamento economico globale sull'espansione del Pil americano e di un tasso d'inflazione core che ha accelerato meno del previsto.