Il differenziale di rendimento Btp/Bund tratta in netta contrazione sotto i 230 punti base a quota 224 pb rispetto ai 236 pb della chiusura di venerdì.
Per quanto riguarda l’obbligazionario italiano di breve termine dovrebbe rimanere calmo, dal momento in cui non sono previste aste di titoli di Stato in questa settimana. In particolare gli analisti di Unicredit non si attendono movimenti significativi e sul secondario e consigliano agli investitori di non prendere posizione in attesa degli esiti delle discussioni sulla Legge di Bilancio.
Gli strategist di Mps Capital Services fanno notare che al momento il mercato sembra dar fiducia alle parole del Ministro dell’Economia e Finanze, Giovanni Tria, che risulta essere irremovibile sul mantenere un obiettivo dell’1,6% di rapporto deficit/Pil per il 2019. Infatti, tale determinazione favorisce gli acquisti sui Btp portando il decennale al 2,70 con un calo di –3,37%.
Nonostante ciò, da un sondaggio condotto da Bank of America Merrill Lynch emerge che lo spread incorpora già l’attesa di un rapporto deficit/Pil del 2-3%. Da questa indagine si intuisce che gli investitori si focalizzeranno sulla qualità della manovra piuttosto che sui numeri.
Nel frattempo il rendimento del Bund decennale tedesco avverte un aumento di +1,56% a 0,46 e secondo gli strategist di Mizuho la quota salirà ancora raggiungendo lo 0,5%, data la crescita dell’Eurozona stabile.
Infine, per quando concerne l’ammontare di emissioni di titoli di Stato, gli strategist di Rabobank indicano che i Paesi dell’Eurozona sono più avanti rispetto al 2017, mettendo in luce Belgio, Italia, Irlanda e Portogallo.