Seduta poco volatile sul mercato obbligazionario con lo spread Btp/Bund che chiude in lieve allargamento a 259,927 punti base, proseguendo il recente trend innescato venerdì scorso dai deboli dati sull'attività manifatturiera italiana a gennaio.
L'indice Pmi sulla manifattura pubblicato venerdì, infatti, aveva mostrato un'attività in contrazione per il quarto mese consecutivo e vicino ai minimi dalla metà del 2013. Nella giornata di oggi invece, è stato pubblicato il dato sull'indice Pmi del comparto servizi di gennaio che, attestandosi a 49,7 punti rispetto ai 50,5 di dicembre, ha confermato ulteriormente l’attuale debolezza dell’economia del Bel Paese.
Osservando i recenti movimenti dello spread, l'Italia ha dimostrato di essere percepita dai mercati, a torto o a ragione, come un'osservata speciale e per molti investitori rappresenta una delle prime geografie dalla quale ritirarsi in caso di un aumento dell'avversione al rischio sul mercato.
Comunque, il rischio di un marcato allargamento del differenziale dovrebbe essere relativamente basso in quanto l’impressione è che qualunque fase di volatilità futura, che duri più di qualche ora, finisca per accentuare le attese di un varo di una nuova Tltro da parte della Banca centrale europea al prossimo meeting previsto per il 7 marzo.
Per quanto concerne i tassi di rendimento, il Btp decennale è salito al 2,76% mentre il Bund tedesco è rimasto stabile allo 0,17%, vicino ai livelli minimi raggiunti nel novembre 2016.
In conclusione, hanno registrato una buona performance i bond governativi degli stati emergenti (+0,73%) e i corporate bond high yield dell’area euro (+0,27%), in linea col miglioramento del sentiment del mercato azionario.