Nella giornata di oggi il Tesoro ha collocato, via sindacato, titoli di Stato a 15 anni registrando una domanda di oltre 30 miliardi di euro e uno spread di 18 punti base rispetto al tasso del Btp in scadenza nel 2033. Nel frattempo lo spread Btp/Bund chiude in allargamento a 266,300 pb rispetto ai 261,8 della chiusura di ieri; il differenziale, che si e' ristretto notevolmente a dicembre in seguito al compromesso tra Roma e Bruxelles sulla legge di Bilancio, potrebbe incontrare parecchie difficoltà a ridursi nuovamente nel breve periodo.
Nel frattempo, il tasso sul Bund a 10 anni resta su livelli molto bassi intorno allo 0,20%, dopo che il dato sul Pil tedesco nel 2018 ha confermato il rallentamento dell'economia di Berlino con una crescita del Pil dell'1,5% nel 2018. Le previsioni in termini reali per il pil del 2019 invece, escludendo grandi eventi di shock, si attendono una crescita dell'1,3%, sostenuta dai consumi privati e da un più basso tasso d'inflazione.
Importanti anche le parole che arrivano dal governatore della Bce, Mario Draghi, che nel suo discorso davanti al Parlamento ha ribadito come i recenti sviluppi economici siano stati più deboli delle attese e che le incertezze, legate soprattutto a fattori globali, rimangano numerose; per questo motivo un significativo stimolo di politica monetaria e' ancora necessario per supportare l'inflazione nel medio termine. Gli investitori restano poi cauti in attesa del voto sull'accordo relativo alla Brexit previsto per stasera. Una hard Brexit, un'escalation delle tensioni commerciali e nuove instabilità politiche nell'Eurozona rappresentano infatti le maggiori minacce per l'economia europea.