Lo spread Btp/Bund ha chiuso in allargamento a 143,844 pb, dopo l'asta di Bot di oggi ed il collocamento del nuovo titolo in dollari del Mef, il primo dal 2010.
Durante il collocamento, la domanda è stata forte, con oltre 18 miliardi di dollari di ordini piazzati e con il prezzo finale che è stato all'interno del range iniziale su tutte le linee di emissione. Secondo gli economisti, l’Italia, dovrà collocare 25 miliardi di euro di Btp entro fine anno, un ammontare inferiore ai rimborsi attesi nello stesso periodo, stimati in 55 miliardi di euro: le emissioni nette saranno, quindi, significativamente negative. Questa dinamica domanda-offerta offrirà un certo supporto ai Btp, che da settembre vengono scambiati senza un trend chiaro. Inoltre la necessità di effettuare poche emissioni darà al Tesoro una certa flessibilità nei prossimi mesi, permettendo la cancellazione di alcune aste. Altri fattori, come la presenza di un Governo stabile, potrebbero contribuire a migliorare l'outlook per il debito italiano, spingendo l’agenzia S&P ad assegnare un rating “BBB” stabile all'Italia (rispetto al rating odierno “BBB” negativo), in occasione della prossima revisione del giudizio del 25 ottobre. Oggi il rendimento del Bund tedesco è in rialzo a -0,47%, con il mercato che si è focalizzato sulla pubblicazione dei verbali del meeting della Bce. I membri del board hanno espresso ampio consenso con la maggior parte delle proposte di politica monetaria presentate ma, al contempo, sono state sollevate alcune riserve su singoli elementi del pacchetto proposto. In particolare, la misura più controversa sembra essere stata la ripresa del Qe, in quanto molti banchieri lo ritengono uno strumento poco efficiente, data la prevalente compressione degli spread ed il contesto economico attuale.