L'aria di tensione che inizia a respirarsi nel governo tra i due partiti di maggioranza non ha influenzato le aste di oggi di titoli di Stato italiani. Il Mef ha collocato, infatti, 4,5 miliardi di euro di Btp al 2021 e al 2025, con una domanda superiore ai 7 miliardi e tassi in discesa di 8-9 punti base. A seguito di tali risultati positivi, lo spread Btp/Bund ha chiuso nuovamente in contrazione a quota 263,495 punti base rispetto ai 268,299 pb della chiusura di ieri. Il tasso sul Btp benchmark a dieci anni sta trattando in ribasso al 2,76%, mentre quello del decennale tedesco allo 0,125%.
La fiammata della scorsa settimana sul mercato, con un allargamento significativo del differenziale, non sembra aver avuto un impatto significativo sul sentiment degli investitori. La collocazione di titoli di Stato italiani appena conclusa ha, infatti, rimarcato la propensione al rischio degli operatori, già evidenziata con la consistente domanda registrata durante l'asta di Btp a 15 anni di gennaio e quella di Btp a 30 anni della scorsa settimana.
Tuttavia, le differenze sostanziali che sono emerse tra i due partiti del governo Conte, in particolare sulle tematiche degli investimenti e dell'immigrazione, sono ancora evidenti e un ribaltone politico, se concluso in tempi brevi, viene visto sotto una lente positiva dal mercato. Un esecutivo unicolore sarebbe, infatti, più responsabile sul fronte dei conti pubblici e potrebbe garantire una stabilità economica maggiore.
In conclusione, sempre sul fronte primario, l'emissione di Bund al 2046 da parte della Germania è risultata tecnicamente scoperta, mentre il Portogallo ha collocato 1 miliardo di titoli al 2029 e al 2034, con tassi in calo e domanda solida.