Lo spread Btp/Bund chiude in netta contrazione a 189,6 punti base, con il rendimento del decennale tedesco in riduzione di 4 pb al -0,29% e quello del decennale italiano in calo di 9 pb all’1,64%. Venerdì scorso Dbrs ha mantenuto il rating sovrano italiano a BBB (high) con trend stabile: l’agenzia di rating canadese apprezza il fatto che il Governo abbia deciso di ridurre il deficit di bilancio per quest’anno, evitando la procedura da parte di Bruxelles e contribuendo a rafforzare la fiducia degli investitori. Tuttavia, Dbrs ha anche confermato che l’outlook fiscale del Paese nel 2020 sarà difficile con un aumento del deficit e del debito, anche a causa di un’economia che resta debole. L’incertezza politica rimane poi un peso sul rating: gli analisti si aspettano sì che il Governo resti in carica, ma non fino alla fine della legislatura. I fattori che possono alimentare le pressioni al ribasso sulla raccomandazione dell’Italia sono molteplici: una significativa revisione al ribasso delle prospettive di crescita, un peggioramento della situazione fiscale con un aumento sostanziale dei costi di finanziamento e ulteriori passi indietro sul fronte delle riforme strutturali. Nel frattempo, le aspettative del mercato su un allentamento aggressivo della politica monetaria si sono ridimensionate: i Bund e i Treasury restano nervosi, in quanto il miglioramento dei dati macroeconomici sia nell’area euro che negli Usa ha ridotto le speculazioni del mercato sui tagli dei tassi di interesse a livello globale. Gli investitori europei, in linea a questa rivalutazione, si aspettano a settembre un taglio del tasso sui depositi di 10 pb da parte della Banca centrale europea, che dovrebbe inoltre lasciare la porta aperta alla riattivazione del QE.