Giornata di lievi rialzi per i tassi obbligazionari europei, dopo il rally di ieri causato dal discorso del presidente della Bce Mario Draghi, il quale ha annunciato che l’Eurotower è pronta a stimolare nuovamente l’economia dell’Eurozona, tagliando i tassi e riprendendo il Qe (se necessario). L’attenzione del mercato si sposta ora sull’altra sponda dell’Oceano Atlantico, dove la Federal Reserve comunicherà la sua decisione di politica monetaria questa sera alle ore 20 italiane: gli investitori si aspettano che la Fed, così come ha fatto la Bce, cambi tono, passando da neutrale ad accomodante. Al momento, il Bund decennale vede un rendimento in leggero rialzo al -0,29%, dopo aver registrato un nuovo minimo storico ieri (-0,326%). Al contrario, i titoli di Stato italiani continuano ad essere acquistati (rendimenti in discesa al 2,10%), con lo spread Btp/Bund che chiude in lieve contrazione a 240,6 pb. Tuttavia, questo periodo di tregua potrebbe essere solo transitorio. I Btp, come noto, sono influenzati sia dai rischi politici e strutturali italiani, sia dalla fame di rendimenti che si registra sul mercato. Sebbene il contesto di tassi sui minimi storici abbia rinforzato il secondo fattore, per una continua discesa dello spread è necessario un miglioramento dell’outlook politico e di bilancio, al momento difficile da ipotizzare. Infatti, date le trattative in corso sulla procedura di infrazione proposta dall’Ue e la futura stesura della legge di Bilancio 2020, le incertezze sono destinate ad aumentare nei prossimi sei mesi, portando così a un nuovo allargamento del differenziale. Infine, sul fronte primario, la Germania ha collocato 834 milioni di euro di Bund in scadenza nell’agosto 2046, con tassi in netto calo allo 0,26% dallo 0,72% di febbraio.