Nella giornata odierna, i riflettori sono puntati sul discorso di stanotte di Donald Trump. Gli investitori sperano che non si tratti della solita retorica inutile e che, quindi, il presidente americano dia indicazioni precise sulla riforma fiscale. Dunque, nei mercati obbligazionari prevale un atteggiamento attendista: sia i T-bond Usa che i Bund tedeschi si mantengono quasi invariati. Al contrario, prosegue il calo dei rendimenti relativi ai titoli governativi italiani, con il tasso sul decennale che crolla al 2,08% dal 2,141% della chiusura precedente, portando lo spread Btp/Bund a 187 punti base, in ribasso di 7 rispetto a ieri. L’andamento positivo dei titoli si correla sia ai risultati dell’asta di ieri che ai dati superiori alle aspettative relativi all’indice dei prezzi al consumo, che su base mensile si assesta allo 0,3% (consenso +0,1%) mentre armonizzato su base annuale tocca l’1,6% (consenso +1,2%). Secondo gli analisti, la buona situazione generale e la diminuzione delle incertezze indicano che c’è spazio per un’ulteriore discesa dello spread fra titoli tedeschi ed italiani. Nel contempo, in Francia, i titoli governativi trattano in leggero rialzo, con il rendimento sugli Oat decennali che scende allo 0,876% dallo 0,893% di ieri. Il motivo del calo si riscontra non solo nella lettura del Pil, il cui valore nel quarto trimestre rispetta le attese (+0,4%), ma soprattutto nelle buone notizie sul fronte politico: dopo che anche la socialista Caresche ha esternato il suo supporto per il candidato indipendente Macron, definito l’unico in grado di affrontare efficacemente il Front National, i sondaggi lo collocano al 25% rispetto al 27% di Le Pen al primo turno mentre, in caso di ballottaggio, Macron avrebbe un vantaggio considerevole. (riproduzione riservata)