Giornata positiva, questo martedì, per l’obbligazionario italiano, che presenta un andamento migliore rispetto agli altri periferici europei. Il rendimento del Btp sul tratto decennale si attesta all’1,703%, in calo rispetto alla chiusura di ieri a quota 1,781%, avvicinandosi ai minimi da metà novembre 2016. Il corrispondente benchmark tedesco rende lo 0,329%, in ribasso rispetto allo 0,341% del dato precedente. Lo spread ha rotto al ribasso quota 140 punti base, e ora tratta a 137,12pb, in prossimità dei minimi da fine ottobre dell’anno scorso. Secondo gli esperti, il movimento odierno non è dovuto a market movers particolari, ma conseguenza dell’estensione del Qe a ritmo ridotto decisa nell’ultima riunione della Bce e della promozione di S&P. Inoltre, il ribasso del differenziale può essere legato anche a fattori tecnici, con la rottura di alcuni supporti. Intervenendo sul tema dei crediti deteriorati, il presidente della Bce Draghi ha detto stamane che affrontarne la questione è una priorità che richiede uno sforzo congiunto da parte di regolatori, supervisori e autorità nazionali. Ieri, invece, sono stati diffusi dall’istituto di Francoforte i primi dati sulle scadenze di asset detenuti nell’ambito del programma di alleggerimento quantitativo: secondo le stime, la Bce a ottobre avrà 101 miliardi di reinvestimenti da effettuare entro i prossimi 12 mesi. Per quanto riguarda il mercato primario, la Germania ha collocato 389 milioni di euro in titoli indicizzati all’inflazione con scadenza aprile 2030, con tassi in calo a -0,74% da -0,45%. Sul fronte Usa, il Treasury a 10 anni presenta un rendimento del 2,3127%, stabile rispetto al 2,3163% della precedente lettura. (riproduzione riservata)