Carta italiana ancora sotto pressione questo venerdì, dopo che in mattinata il Tesoro ha effettuato un concambio offrendo 2mld di euro del Btp agosto 2039 cedola 5%, l’importo massimo previsto, al prezzo medio ponderato di 136,765, e ritirando cinque titoli tra Btp, Ctz e CctEu con scadenze 2018 e 2019 per un importo nominale complessivo di quasi 2,677mld. Il tasso decennale italiano è pari all’1,809%, in salita dall’1,794% della chiusura di ieri. Il benchmark tedesco si attesta allo 0,301%, in calo dallo 0,316% dell’ultima seduta. Lo spread Btp/Bund a dieci anni viaggia in allargamento a 151,00 punti base, ai massimi dal 30 ottobre. I mercati sembrano aver metabolizzato l’indiscrezione sulla possibile convocazione delle elezioni politiche per il 4 marzo: tuttavia, secondo gli analisti, se il Presidente Mattarella dovesse sciogliere le Camere prima del nuovo anno, le tensioni potrebbero nuovamente aumentare. Sul fronte politica monetaria, la Bce ha mantenuto un atteggiamento da colomba dopo la riunione di ieri: nonostante la solida ripresa economica della zona euro, lo stimolo monetario resta necessario data l’inflazione debole. Il membro del board Bce Nowotny ha dichiarato di non vedere alcuna possibilità che gli acquisti di corporate bond possano essere accresciuti. Gli operatori si attendono che Francoforte estenda il QE nel quarto trimestre del 2018 e che il primo rialzo dei tassi avverrà a giugno 2019, anche se la crescita del credito e il rafforzamento della domanda a livello globale potrebbero spingere l’Istituto a normalizzare più rapidamente le sue politiche. Passando alla Brexit, i leader Ue hanno approvato l'avvio della seconda fase della trattativa con il Regno Unito, che si concentrerà sulle future relazioni commerciali tra Londra e Bruxelles. (riproduzione riservata)