Lo spread Btp/Bund tratta a 285,552 punti base, con il rendimento del Bund decennale sui minimi livelli del 2018 allo 0,24%, a causa delle tensioni tra Usa e Cina e di quelle politiche europee. Gli ultimi giorni dell’anno sono caratterizzati da forti tensioni su vari fronti. In particolare, le trattative in corso sono state minacciate dall’arresto del Cfo di Huawei e dalle dichiarazioni del rappresentate del commercio Usa, Robert Lighthizer, secondo cui si arriverà difficilmente al 1* marzo con un accordo che, se non raggiunto, farà scattare nuovi dazi. In un contesto di mercato già teso, arrivano notizie negative dall’oriente: calano l'export e i consumi cinesi, rallenta la spinta economica australiana, scendono Pil e spese pro capite in Giappone. Inoltre gli strategist di Mps Capital Services aggiungono che "resta aperta la questione italiana con il primo ministro che in questi giorni presenterà una controproposta all'Ue. Clima teso anche in Gran Bretagna e in Francia dove stasera il presidente Emmanuel Macron presenterà la sua offerta ai gilet gialli". In aggiunta, il Governo belga si è spaccato, con le dimissioni dei ministri dell’Alleanza nazionalista neo-fiamminga N-Va, in contrasto con la decisione dell’esecutivo sull’approvazione sul Patto sui migranti Onu.
Infine, gli esperti pongono la loro attenzione alla riunione di giovedì della Banca Centrale Europea e si aspettano che il Consiglio direttivo enfatizzi il fatto che la fine del Qe non costituisca una cancellazione dell'accomodamento monetario. Per gli economisti, in caso di "shock indesiderati", la prima scelta della Bce sarà probabilmente la "forward guidance" sui tempi del primo rialzo dei tassi di interesse ed eventuali operazioni di rifinanziamento a lungo termine.