Il mercato obbligazionario chiude la settimana con uno spread Btp/Bund in allargamento a 283,665 punti base. Il rendimento del Btp decennale è ulteriormente aumentato rispetto all’ultimo riferimento di ieri, attestandosi a 3,41%. Anche il rendimento del Bund decennale registra un incremento di +7,79% a quota 0,57%. Gli analisti valutano un’alta probabilità di un taglio del rating da parte delle agenzie, dati i conti pubblici e la crescita dell’economia italiana nei prossimi anni. Gli esperti di Unicredit sostengono che un downgrade di un notch con un outlook negativo potrebbe aumentare la pressione di vendita sui Btp.
L’esecutivo ha fissato le sue previsioni sulla crescita del Pil all'1,5% nel 2019, 1,6% nel 2020 e 1,4% nel 2021, tuttavia le stime di Morgan Stanley prevedono nel triennio 2019-21 una crescita media annua dell'Italia dell'1% circa, 50 pb in meno rispetto a quanto previsto dal governo.
Invece per quanto riguarda le dichiarazioni rilasciate dai vertici del governo italiano sul rapporto deficit/Pil, gli strategist di Unicredit ritengono che "il percorso di correzione verso un pareggio di bilancio strutturale dovrebbe riprendere nel 2022".
Antonucci e Almeida, analisti di MS, scorgono degli elementi positivi nella Nota di aggiornamento del Def, come i maggiori investimenti e il calo del target di deficit nel 2020-2021. Eppure si presentano significative incertezze sulle entrate e "i tagli fiscali sono limitati, mentre il supporto al reddito e la revisione della riforma delle pensioni appaiono i punti prominenti", aggiungono gli esperti.
Infine, gli analisti mostrano preoccupazione sulla dipendenza del percorso di diminuzione del debito da un elevato livello di crescita, il che lo rende particolarmente vulnerabile.