Ultima seduta dell’anno nel segno della debolezza per il secondario italiano, con scambi sottili per via del clima festivo, mentre si riaccende il rischio politico dopo lo scioglimento delle Camere da parte di Mattarella e la convocazione delle prossime elezioni per il 4 marzo. Il rendimento del Btp decennale si attesta al 2,016%, in rialzo dall’1,956% del dato precedente, dopo aver toccato un picco intraday al 2,019%, ai massimi da fine ottobre: nell’ultimo mese l’obbligazionario italiano ha effettuato una sensibile correzione, risalendo di una trentina di centesimi dai minimi di inizio dicembre. Il corrispondente benchmark tedesco rende lo 0,427%, in linea con lo 0,424% della chiusura di ieri. Lo spread Btp/Bund a dieci anni viaggia in allargamento a 158,68 punti base dai 152,22 di ieri, dopo un’apertura a 154,52pb; nelle ultime settimane, invece, il differenziale si era mosso sotto i 140pb. Secondo gli operatori, il movimento odierno è solo in parte attribuibile alla convocazione delle elezioni, che era già stata in gran parte scontata dal mercato. Il calo è stato innescato prevalentemente da fattori tecnici: in un contesto di volumi limitati e scarsa liquidità, con i titoli già sotto pressione a causa della temporanea sospensione degli acquisti Bce, basta qualche vendita per generare ampie e brusche oscillazioni. Le elezioni italiane verranno comunque monitorate dagli investitori, rappresentando un’ulteriore prova di resistenza per l’Eurozona, dopo gli appuntamenti elettorali del 2017 in Francia, Germania ed Austria. Sul fronte Usa, il rendimento del Treasury decennale è pari al 2,420%, in lieve ribasso dal 2,431% della lettura precedente. (riproduzione riservata)