I mercati obbligazionari di metà settimana risentono ancora dell’instabilità politica italiana. Il timore di elezioni anticipate ha innervosito gli investitori. Da un lato il sistema tedesco in discussione permetterebbe di raggiungere una maggiore stabilità, dato che nessuna coalizione al momento è in grado di raggiungere i voti per governare da sola; dall’altro le elezioni anticipate potrebbero complicare il quadro italiano,data la grave situazione del comparto bancario e la legge di bilancio da discutere nella seconda parte del 2017. Alcuni trader ritengono che le elezioni in autunno potrebbero dare il via alle riforme, frenate dal no del referendum dello scorso 4 dicembre. Gli scambi sono sottili e lo spread Btp/Bund è in leggera contrazione a 185,38 pb contro i 188,95 di martedì. Il restringimento è dovuto alla pubblicazione dei dati macro sull’Eurozona che si sono rivelati deludenti. In particolare, l’indice dei prezzi al consumo su base annuale è cresciuto dell’1,4%, in calo rispetto al mese di aprile (1,9%) e al di sotto di quanto previsto dagli analisti (1,5%). Anche l’inflazione core preliminare delude le attese: l’aumento è stato dello 0,9% annuo contro l’1% previsto dagli economisti. I dati deludenti erano già stati parzialmente prezzati dal mercato, date le perfomance deludenti dell’inflazione tedesca. Le stime quindi sembrano appoggiare la decisione del presidente della Bce: Mario Draghi sostiene che l’Eurozona non presenta ancora un segnale di slancio reale dei prezzi e pertanto è necessario continuare con una politica monetaria accomodante. Tutto ciò fa pensare che la Bce aspetterà la riunione di ottobre per alzare i tassi e avviare la riduzione del programma di acquisto di asset. (riproduzione riservata)