I rendimenti dei titoli di Stato dell’Eurozona trattano poco mossi, dopo il forte calo registrato ieri in seguito alla pubblicazione dei deboli indici Pmi europei (e americani) e dei timori relativi alle tensioni commerciali tra Usa e Cina. Al momento, il Bund decennale tratta con un rendimento del -0,11%, non lontano dai minimi del 2019. L’unica eccezione al trend di cautela è rappresentata dai Btp italiani, il cui tasso di finanziamento è in calo di nove punti base al 2,56%. Lo spread tra il decennale italiano e quello tedesco ha chiuso oggi in contrazione a 269,114 punti base, allontanandosi dal picco settimanale a 290 pb, il livello più alto mai toccato da dicembre. A far respirare il Btp sono le dichiarazioni del vicepremier Matteo Salvini, secondo le quali i vincoli di bilancio europei vanno cambiati per poter tagliare le tasse ed evitare l’aumento dell’Iva, senza però sforare i limiti imposti da Bruxelles. Dunque, il segretario federale della Lega Nord ha fatto dietrofront, dal momento che la scorsa settimana aveva annunciato che il governo italiano sarebbe stato pronto a superare il tetto del 3% del deficit/Pil, facendo schizzare lo spread. Nonostante le buone notizie odierne, gli occhi sono già puntati sulla riapertura dei mercati di lunedì, con i risultati delle elezioni europee che ne rappresenteranno il driver principale. Il rischio maggiore è quello di un’accentuata volatilità sul mercato obbligazionario sovrano, spinto non solo dai risultati del voto in Italia, ma anche dalla preoccupazione per il successore di Theresa May, un euroscettico con un maggiore appetito per una Brexit no-deal. Infatti, la premier britannica ha annunciato in mattinata che lascerà la guida del partito conservatore il 7 giugno.