I mercati obbligazionari di questo giovedì segnalano un restringimento del differenziale Btp/Bund sul tratto a 10 anni. Lo spread raggiunge quota 190,09 punti base contro i 201,889 di chiusura di mercoledì. Parallelamente il tasso decennale italiano è calato a 2,171% rispetto al 2,288% di apertura di inizio giornata e i tassi decennali tedeschi sono scesi a 0,246% contro il 0,27% iniziale. La contrazione dello spread è collegata ancora una volta a motivi politici: si sono ridotti i timori di elezioni anticipate italiane dopo il naufragio dell’accordo tra Pd, M5S, Fi e Lega sulla nuova legge elettorale. I mercati non hanno registrato movimenti significativi dopo il meeting di oggi della Bce. Il presidente Mario Draghi nella conferenza stampa di Tallin ha annunciato la modifica della frase dei rischi per le prospettive di crescita che sono ora bilanciati e non più al ribasso. La decisione della Banca Centrale è stata quella di lasciare invariata la politica monetaria e di rimuovere ogni riferimento ad un ulteriore riduzione dei tassi. Il Consiglio direttivo intende continuare gli acquisti netti di attività al livello attuale di 60 miliardi di euro, finché non si verificherà un aggiustamento durevole dei prezzi, coerente con il target d’inflazione. Come anticipato ieri, le stime dell’inflazione sono state riviste al ribasso in tutti e tre gli anni considerati: per quest’anno è vista all’1,5%, il prossimo solo all’1,3% e per il 2019 all’1,6%. Nei giorni scorsi gli investitori avevano già prezzato la modifica dei rischi, per tali ragioni il mercato non ha registrato eccessiva volatilità. I mercati restano in attesa dei risultati dei voti in Gran Bretagna. L’esito è di fondamentale importanza poiché deciderà chi guiderà il Paese nelle negoziazioni sulla Brexit. (riproduzione riservata)