Chiusura di ottava sostanzialmente stabile per il secondario italiano, dopo le forti perdite della mattina in scia all’incertezza politica legata al voto, scatenata dalle dichiarazioni di ieri di Juncker, e alle aste di fine mese: assegnati oggi 4 mld di Ctz e Btpei. Il presidente della Commissione Europea si è detto preoccupato dal rischio che in Italia non ci sia un governo operativo, per poi correggere il tiro dopo le rassicurazioni di Gentiloni. Il decennale italiano rende il 2,065%, in linea col 2,075% di ieri e picco intraday a 2,102%: anche se finora il Btp ha tenuto bene, gli analisti si aspettano da qui a marzo un tasso in area 2,25%, ai massimi da fine settembre. Il corrispondente benchmark tedesco rende lo 0,652%, in calo dallo 0,706% del finale di seduta. Lo spread Btp/Bund a 10 anni viaggia in espansione a 140,89 punti base dai 136,64 dell’ultima chiusura, dopo essersi spinto a 143, massimo da fine gennaio. In mattinata, inoltre, il Cds a 5 anni sull’Italia è salito ai massimi di oltre 5 settimane. I prossimi temi che guideranno i mercati saranno, oltre alle elezioni italiane, il voto dell’Spd riguardo alla grande coalizione tedesca e il meeting Bce dell’8 marzo: gli esperti raccomandano cautela. Sul fronte macro, l’inflazione dell’Eurozona è salita dell’1,3% su base annua a gennaio, rispettando le previsioni; a livello mensile, l’indice dei prezzi è sceso dello 0,9%, anche in questo caso in linea al consenso. Il Tesoro ha comunicato che nell’asta del 27/2 offrirà 3-4 mld del nuovo Btp marzo 2023 cedola 0,95%, 1,5-2 mld del febbraio 2028 e 1,25-1,75 mld di Ccteu aprile 2025. Il 1° marzo, la Spagna collocherà 4 titoli a medio e lungo termine, mentre Parigi assegnerà 7-8 mld di euro in bond a lungo termine. (riproduzione riservata)