Secondario italiano lievemente rialzista, questo lunedì, che riassorbe la flessione iniziale, nonostante il rafforzamento delle aspettative di aumento dei tassi internazionali, innescato dai dati sul mercato del lavoro Usa di venerdì, con il rendimento del Treasury a 10 anni che si è avvicinato ai massimi da 4 anni. Il decennale italiano si attesta al 2,029%, in calo dal 2,050% dell’ultima chiusura. Il benchmark tedesco rende lo 0,738%, in ribasso dallo 0,767% della seduta precedente, dopo essersi spinto fino al massimo da settembre 2015. Spread Btp/Bund a 10 anni in rialzo a 129,90 punti base dai 127,01 di venerdì. Btp in recupero anche grazie ai buoni Pmi Eurozona di gennaio, superiori al consenso, che confermano la brillante fase della congiuntura UE: per la zona euro il settore privato cresce al ritmo più alto da oltre 10 anni mentre per quello italiano si tratta dell’espansione più forte da giugno 2006. Il mercato sembra sempre più convinto che dalle elezioni del 4 marzo uscirà un governo di ampia coalizione: secondo Morgan Stanley, con una probabilità del 55%, nessuna forza politica otterrà una maggioranza solida, mentre la vittoria del centrodestra è data al 35%. Le vulnerabilità del nostro Paese restano la crescita bassa e la sostenibilità del debito pubblico. Comunque, se l’outlook economico europeo dovesse mantenersi buono, per gli esperti converrebbe spostarsi dai Bund ai titoli periferici. Draghi ha ribadito che l’inflazione è in ripresa, anche se ancora lontana dal 2%, confermando il QE a 30 mld al mese fino a settembre o oltre se necessario. Il Belgio potrebbe lanciare un green bond con scadenza tra 15 e 20 anni, ovvero un’obbligazione destinata a finanziare iniziative a favore della sostenibilità climatica e ambientale. (riproduzione riservata)