Carta italiana debole, questo martedì, con il mercato cauto in vista del 4 marzo. Ieri l’Eurogruppo ha eletto il ministro dell’economia spagnolo De Guindos vicepresidente Bce, che ha ricordato che la politica monetaria dovrà andare di pari passo con la ripresa economica; probabilmente il governatore della Buba Weidmann sostituirà Draghi nel 2019. Il decennale italiano rende il 2,071%, in rialzo dal 2,043% dell’ultima chiusura: da inizio anno il tasso è rimasto nel range 1,9-2,1%. Il corrispondente benchmark tedesco si attesta allo 0,736%, in linea con lo 0,735% del finale di seduta. Spread Btp/Bund a 10 anni in espansione a 133,88 punti base dai 131,16 di ieri. Il recente rialzo dei rendimenti del Bund, in scia alla risalita del TBond, non ha portato pressioni sul differenziale, che viaggia da inizio febbraio in area 130 pb. L’impennata del 10 anni tedesco è legata anche alle aspettative di tassi d’interesse più alti. I vari upgrade dei rating e il dissiparsi delle preoccupazioni sulla sostenibilità del debito pubblico hanno sostenuto i periferici; periferia favorita inoltre dai progressi sul fronte politico e dall’abbondante liquidità presente sui mercati. Le minute della Fed e della Bce attese domani e giovedì non dovrebbero innescare scossoni sull’obbligazionario: i Treasury e i Bund decennali dovrebbero mantenersi intorno al 2,75-3% allo 0,65-0,8% rispettivamente. Madrid ha lanciato il nuovo 30 anni 31/10/48 e ha collocato 1,31 mld di titoli a 3 e 9 mesi. La Germania ha emesso 4,033 mld del nuovo Schatz marzo 2020, con rendimento medio in salita a -0,51% da -0,61% dell’asta precedente, ai massimi da maggio 2016, e richieste inferiori all’offerta. Indice Zew relativo alle attese economiche tedesche sceso a 17,8 punti dai 20,4 di gennaio. (riproduzione riservata)