Rendimenti governativi Eurozona ancora in rialzo, questo mercoledì, dopo gli aumenti di ieri: movimento causato dalla decisione della BoJ di ridurre gli acquisti di titoli di Stato a lungo e dall’aumento delle aspettative di inflazione, fattori che portano a pensare che le principali banche centrali siano pronte a una normalizzazione delle politiche monetarie. La BoJ ha tagliato di 10 mld di yen ciascuno i riacquisti di bond con scadenza fra 10 e 25 anni oltre i 25, con possibili ulteriori correzioni sul super-lungo nel 2018, pur mantenendo l'obiettivo di tassi a zero per il 10 anni. Il decennale italiano si attesta al 2,037%, in linea col 2,035% della chiusura di ieri. Il Bund a 10 anni rende lo 0,546%, in decisa risalita dallo 0,466% dell’ultima seduta: assegnati 4,026 mld del nuovo decennale febbraio 2028 a un tasso dello 0,54% dallo 0,3%, con richieste ben sotto il target e un rapporto di copertura ai minimi da gennaio 2016. Lo spread Btp/Bund viaggia poco mosso a 156,16 punti base dopo che il Tesoro ha collocato tutti i 7,5 mld di euro di Bot a 12 mesi con tasso al nuovo minimo storico a -0,42% da -0,407% del collocamento precedente. E' stato fissato in 9 mld di euro l'importo del nuovo Btp settembre 2038, lanciato stamane via sindacato dal Tesoro, a fronte di ordini per oltre 31 mld, con indicazione di rendimento in area 16pb sopra il rendimento del Btp settembre 2036. La carta italiana, nonostante l’incertezza legata alle elezioni, resta supportata dagli acquisti Bce e, secondo alcuni analisti, il differenziale con Berlino potrebbe dimezzarsi a 75pb entro fine anno, considerando la risalita dei rendimenti del Bund per il previsto tapering della Bce. Il Portogallo ha collocato 4 mld di euro del nuovo bond 17 ottobre 2028. (riproduzione riservata)