Nella seduta odierna i mercati hanno registrato un rialzo generale grazie principalmente ai dati sull’inflazione europea e al rapporto sul mercato del lavoro americano relativo al mese di aprile. Secondo la lettura preliminare, l’inflazione europea è cresciuta dell'1,7% a livello annuale, in accelerazione rispetto all'1,4% di marzo e sopra quanto atteso dal consenso degli economisti (+1,6%). Per quanto concerne invece il rapporto sul mercato del lavoro americano di aprile, esso ha evidenziato che, a fronte di un tasso di disoccupazione ai minimi dal 1969, il dato sulla crescita dei salari è rimasto sotto le attese di consenso. Questo rassicura sul fronte della politica dei tassi da parte della Fed, visto che si raffreddano i timori di pressioni inflazionistiche. Alla luce di questi avvenimenti, il rendimento dei titoli di Stato dell'Eurozona è in lieve salita, con il rendimento del Bund allo 0,025%, nonostante le parole del presidente della Bundesbank, Jens Weidmann, il quale ha espresso scetticismo sulla proposta di attenuare con i cosiddetti tiered rates (i tassi negativi graduali) gli effetti sui depositi overnight degli istituti di credito a Francoforte, sostenendo che i costi potrebbero essere maggiori dei benefici. La contrarietà scaturisce dal fatto che applicare questi tiered rates, favorevoli agli istituti del Centro e Nord Europa, risulti un'operazione complessa che costringerebbe l'Ue a mantenere i tassi negativi per lungo tempo. In linea con la Germania si trovano anche gli altri titoli di Stato dell'Eurozona, come gli Oat francesi, che vedono rendimenti in rialzo allo 0,373%. Sul fronte italiano, lo spread Btp/Bund chiude poco mosso a 255,291 punti base.